AI Act: meno del 20% delle aziende ha avviato la formazione obbligatoria. Perché è il momento di agire
L’entrata in vigore dell’AI Act rappresenta uno dei cambiamenti normativi più importanti degli ultimi anni per tutte le organizzazioni che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale. Eppure, secondo recenti rilevazioni, meno del 20% delle imprese italiane ha già avviato percorsi di formazione dedicati al proprio personale.
Un dato che evidenzia un ritardo significativo proprio mentre le disposizioni europee sull’AI Literacy sono già in vigore e le aziende sono chiamate a dimostrare di utilizzare l’intelligenza artificiale in modo consapevole, sicuro e conforme alla normativa.
L'AI Literacy è già un obbligo
L’Articolo 4 dell’AI Act introduce un principio semplice ma fondamentale: chi sviluppa o utilizza sistemi di intelligenza artificiale deve garantire che le persone coinvolte abbiano un adeguato livello di competenze.
Non significa formare esclusivamente sviluppatori o data scientist. L’obbligo riguarda tutti coloro che, all’interno dell’organizzazione, utilizzano strumenti di AI nello svolgimento delle proprie attività.
Questo include, ad esempio:
- personale amministrativo;
- uffici marketing e comunicazione;
- risorse umane;
- area commerciale;
- management;
- figure tecniche che utilizzano applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.
La formazione deve essere proporzionata al ruolo delle persone e ai rischi associati ai sistemi AI utilizzati.
Perché molte aziende sono ancora indietro?
Le ragioni sono diverse.
Molte organizzazioni considerano ancora l’intelligenza artificiale come uno strumento sperimentale, senza rendersi conto che viene già utilizzata quotidianamente attraverso piattaforme come ChatGPT, Microsoft Copilot, Google Gemini o numerosi software integrati nei processi aziendali.
Altre imprese attendono indicazioni più precise oppure sottovalutano gli obblighi introdotti dal regolamento europeo.
Il risultato è che l’adozione dell’AI cresce rapidamente, mentre la formazione del personale procede molto più lentamente.
I rischi di una formazione insufficiente
Non formare il personale non significa soltanto esporsi a possibili criticità sotto il profilo normativo.
Un utilizzo inconsapevole dell’intelligenza artificiale può comportare:
- errori nei processi decisionali;
- utilizzo improprio di dati personali;
- violazioni delle policy aziendali;
- problemi di sicurezza informatica;
- contenuti inesatti o fuorvianti generati dagli strumenti AI;
- difficoltà nel dimostrare la conformità ai requisiti previsti dall’AI Act.
La formazione diventa quindi uno strumento di gestione del rischio oltre che di sviluppo delle competenze.
La formazione è un investimento, non un costo
Le aziende che investono oggi nell’AI Literacy ottengono benefici che vanno ben oltre la conformità normativa.
Collaboratori preparati utilizzano gli strumenti di intelligenza artificiale con maggiore efficacia, migliorano la produttività e sono in grado di riconoscere limiti, bias e potenziali criticità.
Inoltre, una cultura aziendale orientata all’uso responsabile dell’AI facilita l’adozione di nuove tecnologie e rende l’organizzazione più competitiva.
Come prepararsi all'AI Act
Per adeguarsi alla normativa è consigliabile seguire un percorso strutturato:
- identificare dove viene utilizzata l’intelligenza artificiale in azienda;
- individuare le figure coinvolte;
- valutare il livello di competenze esistente;
- pianificare percorsi di formazione differenziati in base ai ruoli;
- documentare le attività formative svolte.
Questo approccio permette di costruire una governance dell’intelligenza artificiale coerente con i principi introdotti dall’AI Act e con le future attività di controllo previste dal regolamento europeo.
Il supporto di Deep Learning Italia
Da anni Deep Learning Italia sviluppa percorsi di formazione sull’intelligenza artificiale destinati ad aziende, professionisti e Pubbliche Amministrazioni.
I nostri corsi permettono di acquisire competenze pratiche sull’utilizzo dell’AI e di rispondere ai requisiti di AI Literacy previsti dal Regolamento europeo, con programmi personalizzabili in base al settore, ai ruoli aziendali e al livello di maturità digitale dell’organizzazione.
Prepararsi oggi significa non solo rispettare la normativa, ma trasformare l’intelligenza artificiale in un vantaggio competitivo concreto.
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